Aloe (Aloe Barbadensis Miller)

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STORIA

Il nome deriva dal greco als-alos perché la pianta vegeta presso il mare. Ipotesi alternative suggeriscono che derivi dall’arabo alua = amaro e dall’ebraico halat = amaro, allusione al sapore del succo. L’uso dell’aloe è molto antico, come testimoniato dal testo cuneiforme di alcune tavolette d’argilla ritrovate sul finire dell’ Ottocento da un gruppo di archeologi nella città mesopotamica di Nippur, nei pressi di Bagdad in Iraq, e databili attorno al 2000 a.C. Nel testo si legge “… le foglie assomigliavano a foderi di coltelli”. L’aloe era nota e utilizzata anche presso gli egizi (citata nel “papiro di Ebers” del 1550 a.C.) nei preparati per l’imbalsamazione (da qui anche il riferimento alla “pianta dell’immortalità”), per la cura e l’igiene del corpo o come cicatrizzante. Nominata svariate volte nella Bibbia (Gv;19, 39: “… e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre” Cap. 4,14) quale pianta aromatica o per la preparazione degli unguenti prima della sepoltura. Cristoforo Colombo (XV sec. d.C.), durante uno dei suoi viaggi, annotò in un diario di bordo: “Quattro sono i vegetali indispensabili per il benessere dell’uomo: grano, uva, olio ed aloe. Il primo lo nutre, il secondo gli solleva lo spirito, il terzo gli porta armonia e il quarto lo cura”. L’Aloe è una pianta succulenta della famiglia delle Liliaceae che predilige i climi caldi e secchi. In EU viene attualmente coltivata in Spagna, Grecia e anche nel sud Italia.

DROGA

Succo delle foglie essiccate (contenuto minimo in derivati idrossi-antracenici 28%).

COSTITUENTI ATTIVI DEL SUCCO

Derivati idrossiantracenici (15-40%), in particolare di tipo aloe-emodina-antrone-10-C-glucoside di cui l’aloina è il componente più presente; resina (fino al 20%): aloesine, aloenine e le 7-idrossialoine A e B omologhi 8-O-metilati presenti in A. vera (Barbadiensis) e non in A. ferox.

ATTIVITÀ PRINCIPALI DELLA DROGA

Amaro-tonica, eupeptica; (dose maggiore) lassativa; immunomodulante. È consigliabile utilizzare la droga in associazione a droghe carminative per evitare fastidi legati a spasmi intestinali dovuti all’uso prolungato o a sovradosaggio accidentale.

USO DELLA TISANA

Lassativo in caso di stipsi.

DOSE CONSIGLIATA

0,02g-0,03g come eupeptico; 0,1-0,3g come lassativo; 0,5 g-1,0 g come purgante drastico.

DROGHE ASSOCIATIVE

Tutte quelle con caratteristiche favorevoli in contrasto agli spasmi intestinali e antifermentative, quali anice verde, finocchio, coriandolo, carvi e cumino.

DROGHE ANTAGONISTE

Liquirizia (Glycyrrhiza glabra L.) per il suo effetto diminuente i livelli fisiologici di potassio (uso prolungato 4-12 mesi). Droghe o farmaci sequestranti K⁺, come numerosi diuretici.

PRECAUZIONI D’USO

L’aumento del flusso sanguigno nel distretto G.I. legato all’uso della droga intensifica il flusso mestruale e  può avere un effetto abortivo. Ne è pertanto sconsigliato l’uso in gravidanza e allattamento (passa nel latte materno), in presenza di varici, emorroidi, fistole perianali, affezioni renali, Morbo di Crohn, colite ulcerosa, patologie infiammatorie intestinali. Vietato l’uso se in terapia con glicosidi cardioattivi, diuretici tiazidici, liquirizia e cortisonici (depauperamento di potassio). Come tutte le droghe antrachinoniche l’uso prolungato (> 12 mesi) può provocare melanosi del colon. L’uso per più di due settimane richiede vigilanza medica. Si consiglia di sospendere l’uso prima di ogni intervento chirurgico.