ARANCIO AMARO (Citrus aurantium L. var. dulcis L.)

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STORIA

Originario della Cina, già noto ai Romani del I sec. d.C., venne introdotto in Spagna e Portogallo all’inizio del XIV secolo. Le numerose specie sono diffuse in tutto il mondo, specie nella zona mediterranea. La prima monografia scientifica scritta da Kin-Lou sulle specie del genere Citrus risale al 1178. Nell’antica medicina cinese l’arancio era considerato espettorante e carminativo. Arancio e limone furono aggiunte da Plinio all’elenco delle piante medicinali formulata da Dioscoride. Francesco Redi nei suoi esperimenti di Farmacologia sperimentale usava estratti acquosi di fiori d’arancio e succo. Dopo macerazione con acqua dai fiori si ottiene per distillazione l’essenza di neroli. Dall’epicarpo (o scorza) l’essenza viene ottenuta meccanicamente sfruttando la superficialità delle tasche oleifere, contenenti l’olio essenziale.

DROGA

Fiori e scorze.

COSTITUENTI ATTIVI DELL’EPICARPO

Olio essenziale contenente: terpeni di cui limonene (60-95%), aldeidi di cui citrale, decanale e furanocumarine di cui limettina, bergaptene, xantiletina, xantossiletina.

ATTIVITÀ PRINCIPALI DELLA DROGA

SCORZE: la scorza, che contiene l’essenza, ha proprietà antisettiche, stomachiche, decongestionanti e antispasmodiche.
FIORI: aromatizzante.

USO DELLA TISANA (scorze)

Stomachico, decongestionante e antispasmodico.

USO DEL DECOTTO (scorze)

Gastralgie.

DOSE CONSIGLIATA

2 g di scorze in 100 ml di acqua; infusione per 10-15 minuti tenendo coperto. Filtrare e bere sempre calda, 2-3 tazze al giorno lontano dai pasti; macerato: stessa posologia per 10-15 minuti.

PRECAUZIONI D’USO

Nessuna alla posologia indicata.