Bardana (Arctium Lappa L.)

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STORIA

Il nome deriva dal greco “arctium”= orso, in riferimento alla pelliccia; “lappa”, dal celtico e dal greco = mano per la capacità dei frutti di attaccarsi ai velli delle pecore. Nell’antica Cina, la bardana era utilizzata per le malattie da raffreddamento. Nel Medioevo, Santa Ildegarda (XII sec. d.C.) la impiegava per la cura delle neoplasie maligne. La radice, consumata abitualmente in Giappone come verdura ha il nome di gobo. L’abate Kneipp (XIX sec. d.C.)sostenne tenacemente l’azione di accrescimento del cuoio capelluto per frizioni ripetute di decotto di Bardana, senza ottenere finora riscontro scientifico ma basandosi su esperienze di tipo empirico. E’ veritiero affermare però che in base al suo meccanismo biologico Bardana risulta utile come antiseborroico nei casi di pelli grasse e questo ne spiega l’uso cosmetico. Studi recenti ne suggeriscono l’uso contro forme tumorali in cellule a bassi livelli di glucosio con risultati incoraggianti. La medicina popolare la utilizza in caso di acne e foruncolosi.

DROGA

Radice

COSTITUENTI ATTIVI

Inulina (45-60% ad attività diuretica), acidi, fenoli, tracce di olio essenziale (0,06-0,18%), mucillagini, composti polinsaturi, polieni, polienine e acido  γ-guanidino-n-butirrico (ad azione ipoglicemizzante).

ATTIVITÀ PRINCIPALI DELLA DROGA

Diuretica, depurativa, stimolante della funzionalità biliare ed epatica; uricosurica, ipoglicemizzante, antimicotica ed antisettica.

USO DELLA TISANA

Depurativa specialmente cutanea, antiseborroica, diaforetica, colagoga, drenante, antibiotica, antiossidante ed antiinfiammatoria.

DOSE CONSIGLIATA

Decotto di radice : 5g per tazza d’acqua in200ml per 10 minuti; 3 tazze al dì.

DROGHE ASSOCIATIVE

Effetto sinergico con farmaci e droghe ipoglicemizzanti (occorre monitorare   attentamente la curva glicemica col proprio medico curante).

DROGHE ANTAGONISTE

Tutti gli antidiabetici (sinergismo terapeutico).

PRECAUZIONI D’USO

Sicura alla posologia d’uso, tranne negli allergici alle Asteracee.  E’ vietato l’uso in gravidanza con complicanze da diabete gestazionale e in allattamento.