Cumino di Malta (Cuminum cyminum L.)

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STORIA

Cuminum, nome antico della pianta, è originario della Siria, dove cresce in terreni caldi e aridi. La paretimologia collega la parola con la città Persiana di Kerman dove, secondo la leggenda, veniva prodotta la maggior parte del cumino dell’antica Persia. Per i persiani, l’espressione “portare cumino a Kerman”, ebbe lo stesso significato dell’ellenico “Portare vasi a Samo” (fare cosa inutile, visto che Samo era un importante centro di produzione ceramica). Kerman, detta anche “Kermun”, si sarebbe trasformata in “Kumun” poi “Cumin” nell’idioma europeo. Il cumino è stato usato fin dall’antichità. I semi, ritrovati nel sito siriano di Tell ed-Der, sono stati fatti risalire al II° millennio a.C. Sono stati riferiti anche ritrovamenti relativi all’età del Nuovo Regno dell’Antico Egitto. Durante il Medioevo, la superstizione voleva che il cumino frenasse i polli, e gli amanti, dallo scappar via. Si credeva anche che gli sposi avrebbero avuto una vita felice se avessero portato dei semi di cumino con sé durante la cerimonia nuziale. Nell’Asia del sud, il tè di cumino (semi essiccati e bolliti nell’acqua), è usato per distinguere il gonfiore di stomaco dovuto ai gas, da una vera gravidanza. Nello Shri Lanka, tostare i semi e quindi bollirli nell’acqua produce un tè usato per calmare disagi gastrici. Originariamente coltivato nell’Iran e nelle regioni mediterranee, il cumino è menzionato sia nell’Antico Testamento (Isaia 28:27) che nel Nuovo Testamento (Matteo 23:23). Era conosciuto anche nell’antica Grecia e nell’antica Roma. I greci tenevano il cumino a tavola, in un suo contenitore (più o meno come si usa con il pepe oggi), e questa usanza si è mantenuta fino a oggi in Marocco. Rientrava nella formulazione di un alimento antiamnesico e afrodisiaco di origine araba così composto: miele, cumino e pepe. L’uso del cumino divenne sempre meno frequente in Europa (con l’eccezione di Spagna e Malta) a partire dal Medioevo. Fu introdotto nel continente americano da parte dei coloni spagnoli.

DROGA

frutti.

COSTITUENTI ATTIVI

o.e. (2,5-6%): di cui cuminaldeide (19-35%) tra i maggiori responsabili dell’aroma, γ-terpinene(15-29%), β-pinene (10-22%), p-cimene(8-12%),  p-menta-1-3-dien-7-ale(16%) e altri monoterpeni (3%); lipidi (10-15%) tra i quali acido petroselinico; flavonoidi (0,1%), tannini e mucillagini.

ATTIVITÀ PRINCIPALI DELLA DROGA

carminativa, digestiva, aromatizzante, antispasmodica, emmenagoga, galattogoga, antiossidante, antibatterico, osteoprotettiva (osteoporosi/menopausa) e azione antiepilettica.

USO DELLA TISANA

digestiva, dispepsie, gastralgie, antispasmodica g.i. e meteorismo postprandiale.

DOSE CONSIGLIATA

3g di frutti in 200ml di acqua in infusione per 15 minuti; oppure 10-20g / L.

DROGHE ASSOCIATIVE

droghe digestive e carminative. Contro l’alitosi si può consumare a crudo, con moderazione, insieme al cardamomo. Il cumino è d’aiuto nella cura del raffreddore, se aggiunto al latte caldo. Sinergico alla rifampicina nel trattamento della TBC.

PRECAUZIONI D’USO

nessuna alla posologia d’uso, tranne gli allergici alle Apiacee/Asteraceae. Inserita dalla FDA (U.S.A.) negli alimenti GRAS, substances generally recognized as safe.  L’olio essenziale, a dosi elevate, può essere convulsivante.