Frangola (Frangula alnus Miller)

icon-magnifier

clicca sull’immagine per ingrandire
STORIA

Frangula deriva da frangere = rompere, cioè che rompe le rocce sulle quali vegeta oppure per la fragilità dei rami. Il legno, trasformato in carbonella, era molto apprezzato nella fabbricazione della polvere pirica e di alcuni coloranti. È il più blando tra i glucosidi antrachinonici ed ha effetto iperemizzante minore tra Senna, Cascara e Aloe. Sembra che le proprietà di questa pianta siano state riconosciute solo in epoca tarda; era però nota a Mattioli (Rinascimento). Introdotta in Italia dall’agronomo italiano Pietro Crescenzi, “è un piccolo albero che cresce sulle montagne la cui corteccia, data da bere in infuso o da masticare è meravigliosamente lassativa”; tra il XVI e il XVII sec. d.C. era considerata “il rabarbaro dei contadini”. Necessita, prima di poter essere usata a scopo salutare, di un anno minimo di invecchiamento.

DROGA

corteccia.

COSTITUENTI ATTIVI

3-8% glicosidi antrachinonici: glucofranguline A e B, franguline; flavonoidi 8%; derivati idrossiantracenici: 70% cascarosidi A-B-C-D. I glucosidi vengono metabolizzati dalla flora batterica intestinale (colon) a composti attivi (emodine). Saponine (12%), tannini, triterpeni, glicosidi naftolidici del tipo della sorigenina, sostanze blu-fluorescenti mancanti in spincervino, adulterante.

ATTIVITÀ PRINCIPALI DELLA DROGA

lassativa.

USO DELLA TISANA

stipsi.

DOSE CONSIGLIATA

2g taglio fine in 150ml di acqua bollente, filtrare dopo 10-15 minuti, bere la sera prima di coricarsi, latenza 12-24 ore.

DROGHE ASSOCIATIVE

si consiglia, sia per motivazioni gustative che fisiologiche, unire le virtù della cascara a quelle del Finocchio volgare (frutti), per la sua azione antispasmodica.

PRECAUZIONI D’USO

Somministrazione sicura; non superare i dieci giorni di trattamento. Sintomi di sovradosaggio sono rappresentati da spasmi intestinali e diarrea severa con coliche e perdita di liquidi ed elettroliti. Possibile ipokaliemia, pseudo-melanosi del colon, sinergia coi glucosidi cardioattivi, interferenza coi farmaci antiaritmici. Evitare la prescrizione in bambini, gestanti e madri in periodo di lattazione (passaggio nel latte materno).