Incenso (Boswellia carterii Birdwood)

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STORIA

Citato per la prima volta nel papiro di Ebers (XVI sec a.C.), gli egiziani lo conoscevano come “Lacrime di Horus” (signore della profezia, della musica, dell’arte e della bellezza). Testi Greci e Romani successivi descrivono le rotte commerciali tra Roma, la Cina e il Nord Africa; Dioscoride (I sec. d.C.) affermò che in soggetti sani portasse alla pazzia. Celso (II sec. d.C.) lo usava per curare ferite da sanguinamento e come antidoto al veleno di cicuta; il culto giudaico lo utilizza nei riti del Tempio (XII sec. a.C.); citato nel Talmud babilonese (III-VI sec. a.C.), era usato col vino nelle esecuzioni capitali, come ottenebrante dei sensi e come calmante. Alcune ipotesi suggeriscono che estratti di Boswellia, per il suo effetto analgesico, potrebbero essere stati somministrati a Gesù di Nazareth, insieme ad aceto, durante la crocifissione.
Avicenna (XI sec. d.C.) ne conosceva le proprietà antinfiammatorie e antisettiche urinarie, ma ne suggeriva l’uso nella demenza e negli stati amnesici. Il suo uso si perpetuò per tutto il Cristianesimo ed è arrivato ai giorni nostri. Detto anche olibano, frankincense, conosciuto come incenso biblico, è utilizzato in diversi culti religiosi da centinaia di anni, dalla Cina all’India; su base empirica prima che scientifica, agisce favorevolmente sulla propensione alla meditazione e alla preghiera; questo perché l’incensol-acetato è un modulatore/attivatore dei canali TRPV3 (transient receptor potential V3), coinvolti nella trasduzione del segnale a vari livelli nel SNC con effetto finale, tra gli altri, ansiolitico e antidepressivo (2009). Era uno dei tre doni portati dai Magi nell’episodio della natività di Gesù di Nazareth, in chiaro riferimento alla natura divina dell’evento. Il pool di acidi boswellici ha azione inibente la produzione di leucotrieni ( i5-LPO), mediatori della flogosi acuta e cronica; inibiscono inoltre l’elastasi (HLE), enzima pancreatico ad azione litica sulle proteine del connettivo, della cute e dei vasi sanguigni; ciò gli conferisce proprietà antiartritiche, antiasmatiche ed antinfiammatorie intestinali. Inibisce il NF-kB, con un’azione anticomplemento e favorente l’irrorazione dei tessuti articolari; inibisce altresì il TNF-α, citochina pro-infiammatoria, il che gli conferisce proprietà antiossidanti e antitumorigene. L’attività immunomodulante dell’incenso (estratto totale alcolico) è stata paragonata al levamisolo e agli estratti di Echinacea per la modulazione della quota di proliferazione linfocitaria (T, +90%). La porzione idrofila della droga, la bassorina, possiede anch’essa azione immunologica. Nel rito Cattolico funebre, il sacerdote gira in senso antiorario intorno al feretro come a simboleggiare la dispersione e l’allontanamento dell’anima del defunto.

DROGA

Grani.

COSTITUENTI ATTIVI DEL SUCCO

Acidi boswellici* fino al 50%: acido β-acetil-boswellico, acido 11-keto-β-acetil-boswellico, acido β-boswellico, acido α-acetil-boswellico, acido 3-idrossi-tirucallico e acido 3-oxo-tirucallico; incensol-acetato°, acidi triterpenici tetra ciclici, polisaccaridi (bassorina) 20%, acido palmitico, lupeolo , α-sitosterolo ed essenze.

ATTIVITÀ PRINCIPALI DELLA DROGA

Antinfiammatoria, antiasmatica, immunomodulante*, ansiolitica° e neuroprotettiva°.

USO

Stati infiammatori associati ad asma; artriti, artrosi, coliti e stati di immunodeficienza transitoria anche stagionale; calmante°. Le fumigazioni e gli estratti hanno proprietà ansiolitiche.

DOSE CONSIGLIATA

2g/die. I principi attivi sono insolubili in acqua, occorre quindi estrarli con opportuno solvente, come soluzioni idroalcoliche, alcoliche o per combustione induttiva.

DROGHE ASSOCIATIVE

FANS e farmaci immunomodulanti (effetto sinergico).

PRECAUZIONI D’USO

Rari casi di reazioni allergiche cutanee; non utilizzare in gravidanza (rischio abortigeno). Per l’effetto sinergico con i farmaci antinfiammatori, consultare il medico in caso di volontà di co-somministrazione.