Lino (Linum usitatissimum L.)

icon-magnifier

clicca sull’immagine per ingrandire
STORIA

Originario del Caucaso, è spontaneo ed era coltivato anche in epoca preistorica, sia per la fibra che per i semi commestibili; veniva filato, tessuto e tinto. Questa preziosa pianta è coltivata da 7000 anni in tutte le parti del mondo. Nel V secolo a.C. la sua coltivazione era molto diffusa in Egitto; la farina di lino era usata infatti come eccipiente per pillole e le bende di lino servivano per avvolgere le mummie. Se ne parla anche nella Bibbia. I discepoli di Ippocrate (I sec. d.C.) ne usavano i semi contro i dolori addominali e la diarrea ed anche come emolliente in cataplasmi. Teofrasto nel IV sec a.C. raccomandava la sua mucillagine contro la tosse. Varrone (II-I sec. a.C.) include il Linum nel suo “De re rustica”. Erano inclusi nella lista delle piante medicinali che dovevano essere conservati per regolamento nei monasteri bizantini. Nel Medio Evo erano conosciuti come lassativo. Botticelli nel quadro “la Primavera” ornò la testa di Flora con fiori di L. , i Greci invece impiegarono questa stoffa per realizzare le vele per le proprie imbarcazioni. Le sue proprietà sono dovute ai suoi particolari costituenti: mucillaggini, pectina, acidi grassi insaturi, proteine. I semi sono utilizzati come leggero lassativo, grazie alla loro capacità di rigonfiarsi e per il trattamento di processi infiammatori che coinvolgono l’apparato g.i. e per i catarri delle vie respiratorie.
Da sempre simboleggia la luce; i fili del lino sono considerati simbolicamente dei raggi di sole; questo fatto si lega alla leggenda indiana dell’Aurora che ne prepara un vestito al sole. Considerato da sempre simbolo solare, il lino è adottato dai sacerdoti in India, in Egitto, in Asia Minore ma anche nella religiosità cristianità.
Nella mitologia greca Aracne, sfidò in una gara di tessitura la dea Pallade. La dea risultò sconfitta in quanto l’opera di Aracne era magnifica: rappresentava gli Dei ed i loro vizi. Pallade incollerita fece a brandelli la tela di Aracne e la colpì; ella cercò di uccidersi per il dispiacere ma la Dea la condannò a tessere magnifici arazzi proprio con il lino, trasformandola in un ragno.

DROGA

Semi.

COSTITUENTI ATTIVI

Mucillagine (3-6%) che idrolizzata dà: galattosio, ramnosio, arabinosio, acido galatturonico; oli grassi non volatili (30-45%): esteri dell’acido linolenico, linoleico, oleico; proteine (25%), fosfatidi (0,7%), steroli e triterpeni; glicosidi cianogenetici (0,1-1,5%): linustatina e neolinustatina; lignani: enterodiolo e enterolattone (potenziale utilizzo in menopausa).

ATTIVITÀ PRINCIPALI DELLA DROGA

Blandamente lassativa (semi interi), lenitiva, ipocolesterolemizzante, estrogenica (lignani) ed emolliente. Complemento alimentare (l’olio è fonte naturale di omega-3).

USO DELLA TISANA

Emolliente, citoprotettiva ed antinfiammatoria.

DOSE CONSIGLIATA

5g di semi interi, macinati in mortaio, immersi in acqua, 3 volte al giorno; tempo di latenza 18-24 ore. Per ottenere la preparazione di una mucillagine (per gastriti o enteriti): 5-10g di semi interi in 150ml di acqua e filtrare dopo 20-30 minuti (macerato a freddo).

DROGHE ASSOCIATIVE

Come integratori di fibra alimentare e nella lotta alla stipsi: Plantago psyllium e Origanum Majorana.

PRECAUZIONI D’USO

I semi sono sicuri. Cominciare il trattamento con piccole quantità ma con opportuni livelli di acqua (rapporto 1:10), pena la sensazione di gonfiore e flatulenza. Non assumere prima di coricarsi, se affetti da diverticoli intestinali per possibilità di aderenze pro-infiammatorie. Il consumo eccessivo può portare a disfunzioni elettrolitiche e a ipokaliemia. La droga è controindicata in casi di occlusioni o sindromi dolorose addominali ad eziologia varia. L’utilizzo perpetuato di semi di lino, come tutte le droghe contenenti mucillagini, potrebbero rallentare l’assorbimento (e dunque anche l’efficacia) dei farmaci co-assunti. L’EMEA sconsiglia l’uso prima dei 12 anni di età, in gravidanza, durante l’allattamento e nelle donne con tumori ormone-dipendenti. I livelli ematici di acido cianidrico/ tiocianati non sono da considerarsi rilevanti poiché la linamarasi, enzima che libera il cianuro di idrogeno a livello gastrico, con la demolizione del cianoglucoside, viene inibita dal pH acido dello stomaco.