Malva (Malva sp.)

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STORIA

I pitagorici (VI sec. a. C.) la consideravano una pianta simbolica e sacra a motivo dell’orientamento dei suoi fiori, eliotropi; pensavano fosse capace di temperare le passioni e promuovere la libertà dello spirito. Come ortaggio era coltivato in Italia e Grecia; Cicerone e Orazio (I secolo a.C.) ne parlano come di una prelibatezza; Marziale, epigrammista del I sec. d.C., consigliò a Febo, reso debole da una forte costipazione, di eccedere con la Malva. Carlo Magno (IX sec. d.C.) ne impose la coltivazione negli orti dei domini imperiali; Santa Ildegarda (XII sec.d.C.) ne consigliava l’uso contro il mal di testa, sonnolenza, mallattie renali e come siero antiofidico. La malva è sinonimo di pianta emolliente e lenitiva delle mucose infiammate; prove comparative hanno evidenziato che il decotto è più efficace nell’estrazione delle mucillagini rispetto all’infuso.

DROGA

Foglie e fiori EXTRA.

COSTITUENTI ATTIVI

Foglie: mucillagini*(fino all’8% nella pianta fresca, fino al 16% nella pianta secca), arabinosio, glucosio, ramnosio, galattosio, acido galatturonico (per idrolisi); tannini (piccole quantità); solfati flavonoidici. Fiori: mucillagini*(10%), flavonoidi°, antocianosidi# (malvina e malvidina), polisaccaridi, vitamine e minerali.

ATTIVITÀ PRINCIPALI DELLA DROGA

Emolliente*, antinfiammatoria*°# delle prime vie respiratorie, bechica e vulneraria.

USO DELLA TISANA

Lenitiva, antinfiammatoria, contro bronchiti e tossi secche (Comm. E), lassativa blanda; eudermica.

ALTRI USI

Lenitivo al 5% (decotto) uso esterno.

DOSE CONSIGLIATA

3-5g di droga ben sminuzzata in acqua fredda e lasciata bollire 10 minuti; decotto stesse quantità ma perpetuata per 20 minuti.

DROGHE ASSOCIATIVE

Malva neglecta, Linum usitatissimum e Althaea officinalis per la presenza di mucillagini.

PRECAUZIONI D’USO

Nessuna alla posologia d’uso; evitare in gravidanza, allattamento e pazienti affetti da nefropatie; può limitare l’assorbimento dei farmaci.