Malva (Malva sp.)

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STORIA

I pitagorici (VI sec. a. C.) la consideravano una pianta simbolica e sacra a motivo dell’orientamento dei suoi fiori, eliotropi; pensavano fosse capace di temperare le passioni e promuovere la libertà dello spirito. Etimologicamente Malva deriva dal latino “mollire alvum” che significa appunto “rendere molle” o meglio “calmante”. Carlo Magno (IX sec. d.C.) ne impose la coltivazione negli orti dei domini imperiali; Santa Ildegarda (XII sec.d.C.) ne consigliava l’uso contro il mal di testa, sonnolenza, mallattie renali e come siero antiofidico.
La malva è sinonimo di pianta emoliente e lenitiva delle mucose infiammate.

DROGA

Fiori blu piccoli.

COSTITUENTI ATTIVI

Fiori: mucillagini*(10%), flavonoidi°, antocianosidi# (malvina e malvidina), polisaccaridi, vitamine e minerali.

ATTIVITÀ PRINCIPALI DELLA DROGA

Antinfiammatoria*°# delle prime vie respiratorie, antiossidante°, bechica e vulneraria.

USO DELLA TISANA

Antitussiva, lenitiva, antinfiammatoria del cavo orale/ respiratorio.

DOSE CONSIGLIATA

Un cucchiaio per tazza d’acqua calda; assumere, caldo, più volte al giorno.

DROGHE ASSOCIATIVE

E’ ingrediente dell’infuso “Species pectorales” della Ph. Helvetica VII.

PRECAUZIONI D’USO

Nessuna alla posologia d’uso; evitare in gravidanza e allattamento.