Spaccapietre (Ceterach officinarum DC.)

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STORIA

Il termine “Ceterach” deriverebbe dall’arabo “cetrack”; dal greco “Asplenon”, privo di milza, in riferimento all’azione terapeutica sulla milza. Felce della famiglia delle Aspleniaceae tipica dell’Europa centrale, nel Medioevo venne utilizzata come medicinale proprio contro le malattie della milza. Detta anche “Erba dorata” o “Erba ruggine” si impiega, a scopo erboristico, il rizoma e/o le fronde. Si utilizzava per imbottire i cuscini. Si credeva, infatti, avesse il potere di far defluire dal corpo il dolore e di evitare le disgrazie. La raccolta si praticava alla vigilia della festa di San Giovanni. Era diffusa la credenza secondo la quale, infilandosi una fronda di Cedracca nella scarpa la sera del 24 Giugno si sarebbe trovato “il tesoro nascosto”. Conosciuta anche col nome di “spaccapietra”, la si scambia con un’altra varieta’ di felce, il “Phyllanthus niruri L.” della famiglia delle Euphorbiacee. Le fronde sono utilizzate come diuretico e come antinfiammatorio dell’apparato urogenitale; esse sono anche utili nei soggetti predisposti ai calcoli del rene e in particolare a coloro che hanno abbondanza di ossalati nelle urine. Vengono inoltre attribuite a questa droga proprietà espettoranti ed emollienti delle prime vie respiratorie. Per via topica l’Erba ruggine è usata come antinfiammatorio, astringente, decongestionante delle mucose della bocca e della gola e dell’epidermide arrossata (uso cosmetico).

DROGA

Parti aeree.

COSTITUENTI ATTIVI

Flavonoidi, tannini, acido clorogenico, acido gallico ed aminoacidi.

ATTIVITÀ PRINCIPALI DELLA DROGA

Nefrolitiasi, ritenzione urinaria, ritenzione idrica, affezioni bronchiali, espettorante e antireumatica.

USO DELLA TISANA

Calcolosi renale, ritenzione idrica.

DOSE CONSIGLIATA

Infuso: 50gr di foglie essiccate o verdi, in un litro d’acqua bollente, infuse per 20 minuti. Dolcificare con il miele o con aggiunta di menta fresca; una tazza dopo ogni pasto; decotto: la pianta intera senza radici, si utilizza come diuretico in presenza di acido ossalico o ossalati nell’urina (calcoli renali). 4 cucchiai/L della pianta tagliata e sminuzzata, far bollire lentamente per 5 minuti; filtrare e bere 2-3 tazze al giorno sino all’eliminazione dei calcoli.

DROGHE ASSOCIATIVE

Phyllanthus niruri, Parietaria officinalis, Fraxinus excelsior, Levisticum officinale, Solidago virgaurea, Orthosiphon officinalis e Plantago lanceolata per gli effetti nefrolitiasici.

PRECAUZIONI D’USO

Nessuna alla posologia d’uso tranne soggetti idiosincrasici. Evitare l’uso, in via precauzionale, in gravidanza, allattamento e in bambini al di sotto dei 12 anni d’età.