Verga d’oro (Solidago virgaurea L.)

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STORIA

Il nome virgaurea deriva dalla spiga del fiore che termina in un colore giallo oro; dal latino: solidago= rendere solido, integro, indica le proprietà “vulnerarie” del fitocomplesso. Avicenna (XI sec. d.C.), la consigliava nella cura dell’afta buccale. Arnaldo di Villanova (XIII sec. d.C.) ne esaltò l’azione nella litiasi renale. Usata durante tutto il Medioevo, specialmente come cicatrizzante nelle ferite da taglio, l’Inghilterra, ignara di averla sul suolo natio, ne importò ingenti quantità fino al XVI sec. d.C. Successivamente il suo impiego si espanse poiché ritenuta diuretica ed astringente. Seguì un periodo di oblio, fino al 1886, quando le sue proprietà antinfettive urinarie riportarono in auge questa droga polivalente. Essa è in grado, in virtù delle sue proprietà diuretiche e nefrotoniche (aumento della quota di filtrato glomerulare e del flusso ematico renale), di favorire l’eliminazione dei calcoli renali e di limitarne la neo-formazione. L’azione diuretica secondo ESCOP, arriva a poterla classificare come una droga ipotensivante. Da non sottovalutare per le propietà vulnerarie, assimilabili a quelle di Calendula officinalis. Altri autori la citano come immancabile, insieme a Sambucus nigra ed Euphrasia officinalis, per le proprietà astringenti, antinfiammatorie e decongestionanti in disagi quali stomatiti, affezioni bronchiali caratterizzate da espettorato.

DROGA

Sommità.

COSTITUENTI ATTIVI

Olio essenziale (0,1-0,5%), saponine basate sull’acido poligamico (virgaureagenine). Diterpeni clerodanici (almeno 12): solidagolattoni I-VII ed elongatolidi C ed E; glucosidi fenolici: leicarposide. Varie: acetileni, cinnamati, flavonoidi (2%) come rutina e quercetina, idrossibenzoati, polisaccaridi, acidi fenolici e tannini catechici*(10-15%); antociani e cumarine.

ATTIVITÀ PRINCIPALI DELLA DROGA

Diuretica ed antisettica a livello urinario, anti-proteinurica, antinfiammatoria del distretto renale, nefrolitiasica, antidiarroica*, antigottosa ed antiuricemica; cicatrizzante* e vulneraria (uso esterno).

USO DELLA TISANA

Renella, iperuricemia e gotta; stati infiammatori delle vie urinarie, quali cistiti ed uretriti; enteriti* e faringo-laringiti.

DOSE CONSIGLIATA

30 gr/l/die come decotto, 3 min ebollizione poi 10 min d’infusione ferma, filtrare e bere nel corso della giornata fino a 3 somministrazioni giornaliere.

DROGHE ASSOCIATIVE

Parietaria officinalis, Orthosiphon stamineus, Erigeron canadiensis, Plantago lanceolata, Levisticum officinale, Ceterach officinarum e Fraxinus excelsior come nefrolitiasici. Sambucus nigra ed Euphrasia officinalis come espettoranti (TRIADE ESPETTORANTE).

PRECAUZIONI D’USO

Nessuna alla posologia indicata, tranne soggetti idiosincrasici. Porre attenzione ai soggetti in cura con antipertensivi, cardiotonici e/o digitalici o patologie cronico-infiammatorie del distretto genito-urinario; in tal caso consultare il medico.