Veronica (Veronica officinalis L.)

icon-magnifier

clicca sull’immagine per ingrandire
STORIA

Detta anche “pianta delle alpi”, Veronica è un’erba che con il suo gusto amaro è apprezzata come tisana aperitiva, le sue foglie servono per preparare appunto il tè svizzero (una bevanda composta da più erbe amare). Il nome del genere, fissato nel XVIII sec. d.C. da Linneo si riferisce alla Santa italiana Veronica da Binasco (1445-1497). Alcune fonti ritengono invece che il nome derivi da Betonica per traslitterazione da V a B; popolare nelle sacre rappresentazioni alla fine del Medioevo, il nome potrebbe derivare dalla storpiatura di “vera ikona”, la “vera immagine”; nella tradizione popolare cristiana, si riferisce al nome della donna che asciugò il volto di Cristo, proprio in analogia alla capacità di guarire le ferite della pelle. Il panno, detto “ sudario della Veronica” fu conservato a Roma in San Pietro dal sec. VIII d.C. e fu oggetto di culto fino alla Controriforma (XVI sec.d.C.).
Il Re Sole, Luigi XIV, era solito degustarne l’infuso a fine giornata; egli visse, straordinariamente per l’epoca, 75 anni (XVI sec.d.C.). Il nome specifico fa riferimento alle proprietà officinali della pianta. In Francia era conosciuta come “Herbe aux ladres”= erba dei lebbrosi; veniva utilizzata anche contro la tubercolosi. Il suo uso come tisana si diffuse successivamente alla fine del XVII sec. d.C., in sostituzione del the cinese, assai costoso. La diffusione dell’infuso si ebbe per merito del medico-farmacologo Hoffmann F. (XVII sec. d.C.), che scrisse una dissertazione intitolata “De infusi Veronica efficacia preferenda herbae teae” per esaltarne le proprietà diaforetiche e tonico/amare. Un’antica leggenda racconta che gli uccelli accecassero chi provasse a distruggere questa piccola pianta.

DROGA

Sommità.

COSTITUENTI ATTIVI

Sostanze tanniche, iridoidi (0,5-1%): catalpolo, veronicoside, verproside, ladroside, aucubina*; acido malico, acido tartarico, acido citrico, acido acetico e lattico, flavonoidi: derivati della luteolina; saponine (tracce), olio essenziale e mannite.

ATTIVITÀ PRINCIPALI DELLA DROGA

Antinfiammatoria*, antireumatica, espettorante, lenitiva gastrica, antinfettiva del cavo orale, antieczematosa e vulneraria (uso esterno).

USO DELLA TISANA

Aperitiva, stomachica, in caso di bronchiti e reumatismi.

DOSE CONSIGLIATA

Come aperitivo/tonico, 2g ogni 150 ml di acqua in infusione per 10 minuti (è amaro), prima dei 2 pasti principali. Il pastore Sebastian Kneipp la consigliava in caso di debolezza degli organi respiratori, tosse cronica e nel trattamento dei casi di tubercolosi; dosi: 30 gr di fiori in 150 ml di acqua. Infondere per 10 minuti e berne 2-3 tazze al giorno. Infuso al 5%: sciacqui e gargarismi.

PRECAUZIONI D’USO

Nessuna alla posologia d’uso tranne soggetti idiosincrasici.