Altea (Althaea officinalis L.)

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STORIA

Il nome deriva dal greco althos e significa “guarire” poiché gli antichi la utilizzavano per una ampia varietà di disturbi. Si suppone da studi etnobotanici che potesse essere la pianta menzionata nel libro di Giobbe, mangiata durante la carestia. Un piatto di Altea era considerato una prelibatezza dagli antichi romani. Ippocrate (V sec. a.C.) prescrisse un decotto di radici di Altea per curare contusioni e perdita di sangue dalle ferite. La storia della pianta come medicamento risale a Teofrasto (IV sec. a.C.); egli riferì che la pianta venisse cotta in vino dolce come rimedio per la tosse. Il medico greco Dioscoride (I sec. d.C.) raccomandava impiastri di radice di Altea per punture di insetti e prescrisse il decotto per mal di denti, vomito e come antidoto ai veleni. Nel IX sec. d.C., l’imperatore Carlo Magno ordinò di coltivare Altea nei suoi monasteri. Durante l’Inquisizione i prigionieri sottoposti a torture da ferri roventi avrebbero unto la loro pelle con un unguento di linfa di Altea, bianco d’uovo e semi di piantaggine; un rivestimento di questo tipo avrebbe ridotto gli effetti delle ustioni ed essi speravano di dimostrare la propria innocenza, come per azione di un prodigio divino. Durante il Medioevo, nei periodi di carestia, le persone sapevano di poter mangiare radici di Altea. I primi guaritori europei utilizzarono la radice di Altea sia internamente che esternamente per la sua azione lenitiva nel trattamento di mal di denti, mal di gola, disturbi digestivi, e irritazioni urinarie. Fu coltivata per tutto il medioevo anche nei giardini monastici. Le formulazioni di Culpeper, a base di erbe medicinali (XVII sec. d. C.), sono state incluse nella farmacopea degli Stati Uniti (U.S. Pharmacopeia, 1851).

DROGA

Radice.

COSTITUENTI ATTIVI

Mucillagini (10-20%), flavonoidi; acidi fenolici, amido (30-35%) e pectine (7-10%).

ATTIVITÀ PRINCIPALI DELLA DROGA

Emolliente, antiinfiammatorio; vulneraria uso topico (rigenerante cutaneo).

USO DEL MACERATO

Lenitivo e antiflogistico gastrico e dell’apparato respiratorio.

DOSE CONSIGLIATA

Posologia media giornaliera (p.m.g.) dettata dalla Commissione E del BfArM: radice 6g/die; la pianta risulta incompatibile con tutte le sostanze che precipitano le mucillagini (alcoli, tannini e sali di ferro). Se la preparazione di Altea è per uso interno viene consigliata l’estrazione a freddo (macerazione lenta in acqua fredda), 1-2 cucchiaini di droga in 150ml di acqua fredda. Decotto per uso topico: 15g taglio fine in 500ml di acqua. La F.U. prescrive per la droga un indice di rigonfiamento non inferiore al 10% e non più del 2% di radici lignificate ed elementi estranei.

DROGHE ASSOCIATIVE

Malva s., Liquirizia, Viola odorata, Hedera h., Timo v., Piantaggine e Lichene i.

PRECAUZIONI D’USO

Sicura alle dosi consigliate (2015), sospendere il trattamento in soggetti idiosincrasici. L’elevato contenuto in mucillagini è in grado di limitare l’assorbimento generale dei farmaci assunti per os.