Tanaceto (Tanacetum vulgare L.)

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STORIA

Chiamato anche “erba dei vermi”, si fa derivare dal greco tanoos= lungo, grazie alla persistenza dei fiori sulla pianta; per altri dal greco athanasía= immortalità, legato alla credenza in questo effetto per chi ne beveva l’infuso, dal quale provengono peraltro i nomi comuni francesi e inglesi della pianta; vulgare per la sua ampia diffusione. Nel Medioevo veniva usata per aromatizzare il vino e la birra e le donne ne facevano piccoli mazzetti da appendere vicino alle porte e alle finestre come antitarme. Si usano le foglie, soprattutto per aromatizzare liquori, amari digestivi e anche per aromatizzare frittate (frequenti in Francia) o altre preparazioni come i ripieni, ma in quantità assai limitate a causa dell’aroma intenso e per la presenza di tujone (come in Salvia officinalis), che a dosi molto superiori a quelle di uso comune determina tossicità. In alcuni paesi nordici durante la Quaresima o in occasione di funerali venivano confezionati biscotti aromatizzati con il tanaceto, efficaci nel combattere i vermi intestinali, mentre ancora oggi vi vengono aromatizzati pudding salati.

DROGA

Sommità.

COSTITUENTI ATTIVI

Olio essenziale (0,2-0,9% variabile), lattoni sesquiterpenici, flavonoidi, poliine, der. dell’acido idrossicinnamico, triterpeni e steroli.

ATTIVITÀ PRINCIPALI DELLA DROGA

Digestiva, vermifuga ed emmenagoga.

USO DELLA TISANA

Digestiva, tonica, parassitosi intestinale(decotto), antiedemigena (impacchi d’infuso) ed emmenagoga.

DOSE CONSIGLIATA

Infuso: 2g per tazza d’acqua bollente, 5 minuti di infusione, una tazza al dì; decotto: 2g/die infusi per 10 minuti in 200 ml di acqua fredda, massimo 5 giorni.

PRECAUZIONI D’USO

Nessuna alla posologia d’uso, tranne soggetti idiosincrasici o allergici alle Asteracee. La tossicità è dovuta all’olio essenziale e alla presenza, diversa nelle diverse specie, di composti come l’ α-/β-tujone, il quale determina un quadro sintomatologico noto come “absintismo”: deterioramento fisico e mentale, tremori fino a convulsioni a dosi inferiori a 30 mg/kg e perdita di conoscenza; tali manifestazioni sarebbero dovute ad una inibizione del metabolismo ossidativo neuronale.