Tarassaco (Taraxacum officinale Weber)

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STORIA

Dal latino, Taraxacum, dall’arabo “ṭarahšaqūn”= cicoria. Pianta eliotropica, più conosciuta come “dente di leone” o “piscialletto”, non è oggettivata come pianta medicinale fino al XVI sec. d.C., in cui Boeck ne esaltò l’attività diuretica e Tabernaemontanus quella vulneraria. La mitologia vuole che dalla polvere del carro di Elios (il dio del sole) nacque il tarassaco. La sua coltivazione risale agli inizi dell’800, dove in Francia e successivamente in Svizzera divenne comune come alimento. Pianta molto apprezzata per le sue capacità drenanti e diuretiche, particolarmente utile nei cicli depurativi primaverili.

DROGA

Radice.

COSTITUENTI ATTIVI

Potassio, fruttosio, inulina e mucillagini.

ATTIVITÀ PRINCIPALI DELLA DROGA

Depurativa, diuretica, coleretica, colagoga, stomachica, tonica, ipoglicemizzante e lassativa (alte dosi).

USO DEL DECOTTO

Digestivo, diuretico, epatoprotettore, eczemi e reumatismi.

DOSE CONSIGLIATA

100g/L come diuretico e drenante, due tazze/die. Decotto: 3-5g per tazza d’acqua bollente, 10 minuti d’infusione (coleretico e colagogo).

DROGHE ASSOCIATIVE

Come diuretici Fraxinus excelsior, Agropyron repens, Crataegus monogyna, Ceterach officinarum, Sambucus nigra, Betula pendula, Asparagus officinalis, Equisetum arvense, Hieracium pilosella e Prunus avium. Come eupeptici e digestivi Cynara scolymus, Gentiana lutea, Peumus boldus, Cichorium intybus, Foeniculum vulgare e Cuminum cyminum.

PRECAUZIONI D’USO

Nessuna alla posologia d’uso tranne soggetti idiosincrasici o allergici alle Asteracee. Controindicato in caso di infiammazione o occlusione delle vie biliari ed ulcere gastriche (può dare iperacidità). Può incrementare il potere gastrolesivo dei FANS ed aumentare l’effetto di farmaci diuretici e causare anomalie elettrolitiche in particolare di potassio. Consultare il medico in caso di patologia diabetica per l’attività ipoglicemizzante della droga.